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martedì 11 gennaio 2011

Puerpera in coma, aperta indagine

Presunto caso di malasanità nel Nisseno

Una donna di Villabalba è entrata in coma dopo aver partorito un bimbo il 31 dicembre. Su denuncia del marito della casalinga 40enne i carabinieri del Comando provinciale di Caltanissetta stanno indagando per presunta malasanità. Il fatto è accaduto all'ospedale "Immacolata Longo" di Mussomeli e ora la donna si trova all' "Umberto I" di Enna. I militari hanno sequestrato le cartelle cliniche che saranno esaminate per fare chiarezza sull'accaduto.

Ravenna:Bimbi costretti a ingoiare vomito

Ravenna, le accuse a maestre arrestate

Un bambino costretto a mangiare il rigurgito del cibo imposto e rifiutato, un altro con la testa spinta nel water. Sono gli episodi più gravi contenuti nell'ordinanza di arresto ai domiciliari, scattata venerdì per due maestre dell'asilo nido comunale di Conselice (Ravenna) per maltrattamenti aggravati ai danni di alcuni piccoli. I nuovi particolari si aggiungono alle accuse di insulti etnici ai bimbi, tirate di capelli e punizioni in bagno.
Tra le situazioni descritte nel verbale sulle quali è stata aperta un'indagine c'è anche quella di una bimba lasciata spogliata perché si era fatta i bisogni addosso, e quello di un bimbo coperto con un cuscino perché, piangendo, probabilmente infastidiva.

La ripartizione delle accuse da parte del pm Gianluca Chiapponi non è ancora chiara. Non è ancora ben stabilito quali responsabilità siano imputabili alla coordinatrice di 48 anni, difesa dall'avv.Andrea Visani, e quali all'educatrice di 41, difesa dall'avv.Mariagrazia Guardigli. Non si sa ancora bene neppure quali degli episodi contestati siano stati registrati dalle telecamere dei carabinieri durante le intercettazioni ambientali e quali invece siano stati raccontati da testimoni. Sembra però che gli episodi più gravi siano emersi proprio dalle testimonianze.

Entrambe le accusate saranno sottoposte all' interrogatorio di garanzia giovedì mattina davanti al gip Anna Mori del tribunale di Ravenna. Le due donne erano dipendenti di una cooperativa sociale di Faenza che le aveva sospese per precauzione all'apertura del fascicolo a inizio novembre.

influenza A/h1n1, morto 51enne a Foggia

L'uomo è deceduto subito dopo ricovero

Un uomo di 51 anni è morto a causa del virus h1n1 dell'influenza A. Lo ha riferito l'Osservatorio epidemiologico pugliese. L'uomo risiedeva in provincia di Bari ed è deceduto in una struttura sanitaria della provincia di Foggia. Le condizioni del 51enne sono peggiorate subito dopo il ricovero.
Ma non si tratta dell'unico caso di influenza A/h1n1 scoppiato recentemente. Un altro 51enne, ricoverato l'8 gennaio nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Panico di Tricase (Lecce) per gravi difficoltà respiratorie e trasportato d'urgenza lunedì sera al San Raffaele di Milano, ha contratto il virus. Lo conferma l'Osservatorio epidemiologico regionale di Bari.

Intanto, versa in gravi condizioni anche una donna di 60 anni ricoverata da una settimana circa nel reparto di Rianimazione nell'ospedale Dimiccoli di Barletta, dove è intubata. La paziente non ha patologie pregresse ma è stata contagiata dal virus A/h1n1.

Napoli, 15enne di Pianura investita da bus

Napoli, 15enne investita da bus

Zaino incastrato nelle porte: è grave

Una 15enne di Pianura (Napoli) è stata investita da un autobus mentre andava a scuola e ora versa in gravi condizioni. La ragazzina stava scendendo dal mezzo, quando è rimasta incastrata con lo zaino tra le porte ed è finita sotto le ruote del bus in movimento. L'adolescente ha riportato gravi lacerazioni sia interne che esterne ed è stata subito sottoposta ad un intervento chirurgico che è in corso da ore. La polizia municipale indaga sull'incidente.
E' successo poco prima delle 8, in via Montagna Spaccata, arteria periferica di Napoli, all'altezza della caserma dei vigili del fuoco. La ragazzina è rimasta incastrata mentre scendeva dal mezzo. L'autista della linea C12 dell'Anm, l'azienda napoletana di mobilità, ha frenato immediatamente ma non ha potuto evitare l'investimento.

La studentessa, che ha subito, tra l'altro, lo sfondamento del bacino e un forte trauma addominale, viene operata all'ospedale San Paolo da tre equipe di chirurghi - generali, vascolari e ortopedici - che stanno procedendo alla ricostruzione del bacino. La direzione sanitaria definisce le sue condizioni gravi.

 L'autista del bus è in stato di shock ed è stato sottoposto ad esami tossicologici e alcolemici. L'autobus è stato posto sotto sequestro dal magistrato.

Sepolto vivo per una settimana: tutto per beneficenza

bara-r400.jpgUn "esorcista" inglese si farà seppellire vivo per beneficenza a 1 metro e 80 centimetri di profondità sottoterra. Ian Lawman, di Scunthorpe, che è anche un indovino e una star della tv, afferma che intende sviluppare i suoi talenti fino ad arrivare il più possibile vicino alla morte per poi ritornare in vita.

SENZA CIBO NE’ ACQUA - Lo scrive il quotidiano inglese Daily Telegraph, che ha intervistato l’esorcista Lawman a poco meno di due mesi dalla prova che durerà ben una settimana. «Ho avuto l’idea di farmi seppellire vivo due anni fa. All’inizio era solo un pensiero, ma ora che la mia bara è pronta sto iniziando a diventare un po’ più nervoso», afferma il prestigiatore. E mentre la data della sepoltura si avvicina, il signor Lawman si sta allenando per essere sicuro del fatto che ogni cosa andrà secondo i piani. «Non prenderò né cibo né bevande per una settimana – rivela l’indovino -. Mi limiterò ad assumere 12 tavolette sintetiche equivalenti a 2mila calorie al giorno».
 
DIRETTA WEB DALL’OLTRETOMBA - E come spiega sempre Lawman, «il mio allenamento include ore di meditazione, durante le quali giaccio immobile per lunghi periodi di tempo. La bara è più larga delle dimensioni normali, ma i movimenti al suo interno saranno comunque limitati». Per l’intera settimana in cui Ian Lawman si troverà sottoterra sarà allestito un collegamento Internet in tempo reale. Consentendogli così di condividere le sue esperienze e i suoi sentimenti con i fan. E a completare l’esibizione ci sarà un’ambientazione storica di tutto rispetto. Lawman è convinto del fatto che il luogo migliore sia nel castello di Dudley, vicino a Birmingham.

Valanghe: morto sciatore a Courmayeur

 AOSTA, 10 GEN - Uno sciatore russo e' morto sotto una valanga staccatasi in val Veny, sopra Courmayeur. L'incidente si e' verificato nella zona di Plan de la Gabba, a 2.200 metri di quota. La vittima era insieme a tre connazionali, rimasti illesi, e stava sciando in un canalone. Sarebbero stati proprio loro a provocare il distacco della valanga. Il corpo e' stato recuperato dal Soccorso alpino valdostano, mentre le indagini sono affidate alla Guardia di Finanza di Entreves.

Roma:Incidente su A1: due persone morte


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ROMA, 11 GEN - Due persone sono morte poco dopo le 5 in un incidente sulla A1 verificatosi sul tratto compreso tra Fabro e Orvieto, in cui sono stati coinvolti un mezzo pesante e un'autovettura. Il tratto autostradale e' stato chiuso. Lo comunica Autostrade per l'Italia. Chiusa per lo stesso incidente anche l'entrata di Fabro in direzione di Roma. Il traffico e'' bloccato e si registrano circa 2 km di coda all'interno del tratto chiuso. Sul posto sono intervenuti la Polizia Stradale e i soccorsi sanitari.

Napoli:15enne investita da bus, grave

NAPOLI, 11 GEN - Una quindicenne e' stata investita da un autobus questa mattina a Napoli, e' ricoverata in gravi condizioni all'ospedale San Paolo. L'incidente, secondo quanto confermato dagli operatori del 118 che sono intervenuti, e' avvenuto in via Montagna Spaccata. I vigili urbani stanno cercando di ricostruire la dinamica.


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Cremona:Bacio rubato,condanna per violenza

Cremona,un anno e 8 mesi a un albanese

Un bacio sulle labbra imposto a una giovane barista è costato a un albanese di 34 anni una condanna a un anno e otto mesi di reclusione. Nel giugno di quattro anni fa, l'uomo afferrò per la testa e baciò "alla francese" la ragazza, che però non era consenziente. Il tribunale di Cremona ha condannato l'uomo per violenza sessuale. Il 34enne dovrà risarcire danni per 2.500 euro alla vittima che ''nel dicembre successivo all'episodio si licenziò".
L'albanese, in un locale pubblico, baciò in modo forzato la barista che gli serviva al banco un caffé. Un ''bacio alla francese'' e non ''a stampo'', come aveva detto, in fase di denuncia, la vittima, che a causa dello shock subito, qualche mese dopo si era licenziata per non incontrare più il molestatore.
 
Il presidente del collegio Ivano Marco Brigantini, con i giudici Andrea Milesi e Francesco Sora, ha riconosciuto all'imputato, Angjelin M., albanese, l'attenuante della minore gravità del fatto e lo ha inoltre condannato a risarcire danni per 2.500 euro alla vittima che ''nel dicembre successivo all'episodio si licenziòò per evitare di incontrare quell'uomo al bar.

''La mia assistita ancora oggi vive in uno stato di terrore, ha paura e, a livello emozionale, sono ancora in corso sofferenze traumatiche", ha evidenziato l'avvocato di parte civile Stefania Maccalli. Il pm Francesco Messina aveva chiesto per l'imputato un anno e un mese di reclusione. I fatti risalgono al 3 giugno del 2007. Angjelin aveva bevuto troppo quella notte e quando entro' nel bar, il suo stato di alterazione era visibile. Domandò ancora da bere, ma incassò un rifiuto. Optò per un caffe' e quando la barista gli mise la tazzina davanti, lui con fare repentino le afferrò il volto con le mani e con la forza la baciò. Intervenne il titolare del locale, strattonando l'aggressore.

Gorizia:Estorsione dietro i sexy annunci


Gorizia, falsi appuntamenti e minacce

Pubblicavano falsi annunci sul web per adescare le loro vittime e poi le ricattavano per migliaia di euro in tutto il Triveneto. La scusa per trovare i polli da spennare? Escort ed erogazione di servizi finanziari. La truffa è raccontata da un articolo de Il Gazzettino. A portarlo alla luce un'indagine della Squadra Mobile di Gorizia conclusa con due ordinanze di custodia cautelare.
A finire in manette sono il 39enne goriziano Leonardo Ferigo, considerato la mente del sistema; mentre per la sua compagna, una 26enne udinese, P.S., sono stati disposti gli arresti domiciliari. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Ferigo con l'aiuto della donna pubblicava assiduamente su diversi siti internet, tra cui "ilmercatone. com" e “bakeka”, un numero enorme di annunci relativi ad incontri con escort con tanto di fotografie e descrizione dei “servizi” offerti o, attraverso lo pseudonimo di “dr. Carselli”, di erogazione prestiti e finanziamenti, anche cospicui, stanziati in tempi brevissimi e senza la necessità di alcuna garanzia.
Come racconta il Gazzettino, le chiamate di eventuali clienti venivano indirizzate su alcune utenze appositamente attivate. Qui i truffatori promettevano mari e monti per convincere le persone a beneficiare dei servizi. Per quelli delle escort Ferigo chiedeva un anticipo di circa 500 euro, da versare su carte prepagate intestate a lui o alla compagna, per prestazioni che però non sarebbero mai state effettuate. Dopo il primo versamento, infatti, contattava nuovamente il cliente fingendosi un cittadino extracomunitario, padre della minorenne molestata sessualmente, che minacciava di rivolgersi alla polizia se non avesse ricevuto altro denaro. Talvolta riusciva così a scucire anche 3-4 mila euro al colpo da chi, per vergogna, preferiva non denunciare l'estorsione.
Simile il meccanismo anche per il trucco del finanziamento, per cui veniva richiesto il pagamento anticipato delle spese di istruttoria pratica, ovviamente poi inevasa, che oscillavano dai 750 ai 1.500 euro. In tre mesi i tentativi di truffa accertati dalla Squadra Mobile sono stati oltre 400, decine dei quali consumati, a cui sono seguite circa 170 estorsioni, tentate o consumate. Molte altre truffe sono state sventate dalla polizia che, durante le indagini, è riuscita ad avvisare per tempo dell'inganno i malcapitati entrati in contatto con l'uomo. Le indagini ora proseguono per quantificare il reale giro di affari della coppia che, solo nell'ultimo trimestre, si sarebbe appropriata indebitamente di oltre 10mila euro.

Sarah Scazzi, si cerca complice di Michele Misseri Misseri

Inquirenti ipotizzano una nuova pista

Michele Misseri potrebbe aver avuto un complice "nella soppressione del cadavere di Sarah Scazzi". Spunta una nuova ipotesi nell'inchiesta legata all'omicidio di Avetrana. E così gli inquirenti puntano ora anche ad "acquisire ulteriori elementi legati al movente dell'omicidio", come si legge nel decreto con cui il pm Mariano Buccoliero vieta a Misseri di "comunicare a terzi fatti e circostanze oggetto dell'indagine".
Ma con chi potrebbe parlare di queste cirocostanze lo zio di Sarah? Come spiega il "Corriere della Sera", il rischio è che ne faccia parola con gli avvocati di sua figlia Sabrina, che hanno chiesto ai giudici di avere un colloquio con l'uomo per completare le loro indagini. Adesso a difendere Sabrina c'è anche Francesco Coppi, penalista romano, che il 18 gennaio discuterà con i giudici d'appello il ricorso contro il no alla richiesta di scarcerazione della giovane.

Prima di quell'appuntamento i difensori della cugina di Sarah puntano a interrogare in carcere Michele, anche se lui ha già detto che non risponderà.

Nel frattempo, Misseri ha rafforzato le sue tesi accusatorie nei confronti di Sabrina: è lei che ha strangolato Sarah. Lui ha soltanto nascosto il cadavere. Restano comunque molti punti oscuri. Tra tutti, il principale: Michele potrebbe aver avuto un complice nell'occultamento del cadavere.

Spacciavano eroina,arrestati due fratelli di 14 e 15 anni

Roma, sono due fratelli di 14 e 15 anni

Due fratelli, di 14 e 15 anni, sono stati arrestati dai carabinieri per spaccio. I due adolescenti sono stati sorpresi mentre cedevano a un 43enne di Villa Bonelli due dosi di eroina. I militari dopo aver rilevato uno strano via vai di soggetti già conosciuti alle forze dell'ordine come tossicodipendenti, in un'abitazione di via Dell'Archeologia, hanno notato i due che, attraverso le inferriate poste sul pianerottolo, consegnavano la droga.
Spaccio di eroina, arrestati minori - foto Ansa
L'arresto è scattato nell'ambito di quotidiani servizi predisposti dalla Compagnia carabinieri di Frascati perreprimere il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti nel quartiere popolare.

All'esterno dell'abitazione i militari hanno fermato l'acquirente rinvenendo gli involucri termosaldati contenenti l'eroina, acquistata poco prima. Subito dopo hanno fatto scattare il blitz all'interno dell'abitazione dei giovani ragazzi soprannominati nell'ambiente dei tossicodipendenti come i "fratelli eroina".

Nell'appartamento i militari hanno rinvenuto e sequestrato oltre 2mila euro, ritenuti provento dello spaccio, e materiale vario utilizzato per il taglio e il confezionamento dello stupefacente. I due fratelli, il maggiore dei quali è già noto alle forze dell'ordine, sono stati portati presso il centro di prima accoglienza di Roma, e sono a disposizione della magistratura.

Droga, sgominata banda in Sardegna

Assaltavano portavalori per finanziarsi

I Carabinieri del Ros e dei Comandi provinciali di Nuoro e Cagliari hanno sgominato una banda di narcotrafficanti molto attiva in Sardegna. Dieci le ordinanze di arresto, tra cui spiccano anche due mandati europei nei confronti di altrettanti trafficanti in Belgio e Romania. Responsabile di un vasto traffico di sostanze stupefacenti, il gruppo finanziava i suoi business con i proventi delle rapine a furgoni portavalori.
Droga, sgominata banda in Sardegna
Le indagini dei Carabinieri avrebbero permesso di sgominare un pericoloso sodalizio criminale sardo, ritenuto responsabile di un vasto traffico internazionale di stupefacenti destinato al mercato isolano e finanziato con i proventi delle rapine a furgoni portavalori, realizzate da un gruppo all'epoca capeggiato, secondo le indagini, da Raffaele Arzu, uno dei trenta latitanti più pericolosi d'Italia. Arzu fu arrestato nel Nuorese dai carabinieri l'8 dicembre 2009: su ordine della Dda di Cagliari, che ha diretto le indagini, saranno sequestrati anche beni immobili di ingente valore, acquistati con i presunti proventi della sua attività criminale.

Genova:Uccide il padre e tenta il suicidio

Genova, lite finisce nel sangue

Tragica lite in famiglia nel quartiere di Pegli, a Genova. Un uomo ha accoltellato a morte il padre e poi ha tentato di uccidere la madre e di togliersi la vita, rimanendo ferito gravemente. Sul posto sono intervenuti i mezzi del 118 e la squadra mobile della Questura. Ignoti, per ora i motivi alla base del violento diverbio. La donna non sarebbe in pericolo di vita.