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lunedì 23 maggio 2011

USA, PARLA AL TELEFONO PER 16 ORE: ARRESTATA.

lakeysha-beard-portata-fuori-dal-treno
di Andrea Falla
LOS ANGELESE - Una donna americana,Lakeysha Beard, è stata fatta scendere con la forza da un treno, dopo aver mandato gli altripasseggeri sull'orlo di una crisi di nervi. Il motivo? La donna parlava ininterrottamente al telefono da ben 16 ore filate. La vicenda è avvenuta la scorsa settimana sul treno che andava da Los Angeles aSeattle, una tratta lunga circa 18 ore. Sarà per questo che la Beard ha pensato di impiegare quel tempo per chiacchierare con qualche amica al telefono. Così, appena salita sul treno, la 39enne su è attaccata al cellulare, parlando per ore e ore ad alta voce, incurante del fastidio procurato agli altri passeggeri. Oltretutto la carrozza su cui si trovava la donna era una "quiet car" dove è vietato disturbare e parlare al cellulare. Così dopo innumerevoli richieste di chiudere il cellulare o di abbassare il volume della voce, i passeggeri hanno invocato l'aiuto delle forze dell'ordine. Arrivato a Salem, in Oregon, il convoglio è stato fermato e gli agenti sono saliti sul treno e hanno prelevato la 'spiacevole' viaggiatrice, che ha reagito molto male: «Non si può far scendere la gente dal treno perché parla al telefono». Gli agenti hanno prelevato la donna con l'accusa di aver avuto un "comportamento atto a disturbare la quiete pubblica". Se per la Beard è stato un brutto episodio, per gli altri passeggeri è stata una vera e propria liberazione

TROPPO GRASSA, NON ENTRA IN AULA: NIENTE UDIENZA

Beverly Douglas: troppo grassa per riuscire ad entrare in tribunale, udienza rinviata (Sun)
LONDRA - L’udienza di Beverley Douglas, indagata per frode, è stata rinviata perché la donna è troppo grassa e non riesce ad entrare nella Corte. I funzionari hanno spiegato che la 43ennedi Thornton Heath “non può salire le scale dato che la porta che conduce all’aula dove dovrebbe rispondere dei 13 capi d’accusa che pendono sul suo capo è troppo stretta”. Il giudice ha così predisposto che la donna dovrà essere interrogata in un tribunale accessibile per lei. E’ stata così rimessa in libertà fino al 7 luglio, quando ci sarà una nuova udienza in un tribunale più ‘largo’.

"TREDICI" NEGATO DA 30 ANNI. "LA MIA FAMIGLIA È ROVINATA"

ROMA - La VII sezione civile del Tribunale di Roma ha incardinato il procedimento con il quale dovrà vagliare la richiesta di risarcimento danni presentata da Martino Scialpi, 59enne commerciante di Martina Franca (Taranto) che il primo novembre 1981 sbancò il Totocalcio con un '13' da poco più di un miliardo di lire (oggi, con la rivalutazione, varrebbe oltre 9 milioni di euro), ma non ha mai incassato la vincita.

La somma di denaro non è stata mai corrisposta perchè la titolare della ricevitoria smarrì la matrice della schedina. Nel 2004 una doppia perizia disposta dal gip del Tribunale di Bari ha accertato la falsità di un documento, inerente la cessione dell'attività di ricevitore da un proprietario all'altro e quindi del rilascio della concessione. La ricevitoria, secondo la denuncia di Scialpi, è dunque risultata abusiva e il Coni, che aveva l'obbligo di vigilanza, per responsabilità extracontrattuale dovrebbe pagare la vincita.

Nel corso del processo civile è spuntato un altro documento 'sospetto' che ha indotto lo scommettitore martinese a presentare un'altra denuncia per falso. Il Coni ha prodotto copia conforme del giudizio di revocazione del 22 gennaio 1988 diverso da un altro depositato nell'ambito di un procedimento penale a carico di due funzionari del Totocalcio di Bari, Rocco De Vivo e Mario Bernacchia. Il documento risulterebbe stampato su foglio intestato Coni Totocalcio Zona di Bari, con l'aggiunta di timbro, cancellature e assenza di punteggiatura in alcune parti.

"LA MIA FAMIGLIA E' ROVINATA" «Da 30 anni inseguo una vincita che doveva cambiarmi la vita e che alla fine me l'ha rovinata. C'è una sentenza del Tribunale di Taranto che ha attestato l'autenticità della schedina. Mi devono pagare, è un mio diritto». Martino Scialpi, il commerciante di Martina Franca a cui viene negata dal 1981 una vincita al Totocalcio di oltre un miliardo di lire, intende proseguire la sua battaglia legale.

Ora che il Tribunale civile di Roma ha avviato il procedimento nei confronti dei vertici del Coni, può tornare a sperare nel risarcimento danni, ma lo scommettitore non nasconde di avere grosse difficoltà economiche. «Ho speso - racconta - più di 400 mila euro, guadagnati con umile lavoro di commerciante in aree pubbliche, in perizie, spese legali, fotocopie, viaggi per seguire in mezza Italia le decine di cause contro il Coni, che continua a non adempiere ai suoi doveri al solo fine di non corrispondere la vincita. Se il Tribunale, come già dimostrano le carte, consacrerà il fatto che la ricevitoria era abusiva, scatteranno le responsabilità civili e penali dei singoli soggetti che hanno avuto un ruolo in questa vicenda».

Scialpi fa presente di essersi separato dalla moglie nel gennaio del 2008 e di non avere nemmeno i soldi «per pagare il mensile fissato dal Tribunale». «Anche la mia nuova compagna - aggiunge - ha impegnato tutti i suoi risparmi per aiutarmi e ora mi ritrovo senza soldi, senza lavoro e con migliaia di euro da pagare. Lo Stato deve risarcirmi».

BIMBA SCAVALCA E SCIVOLA: CANCELLO LE TRAFIGGE GOLA

Bimba scavalca il cancello della scuola, gola trafitta
BOLZANO – Quando è entrata in classe con la gola trafitta la maestra è svenuta e i compagni di classe sono scappati. Scene da film horror in una scuola elementare della provincia di Bolzano dove una bimba di 10 anni è scivolata mentre stava scavalcando il cancello sul retro dell'edificio e ha riportato una vasta e profonda ferita alla gola con la punta di ferro che si è fermata a soli cinque millimetri dalla carotide.

Il fatto è successo nel pomeriggio di sabato, a campana del doposcuola già suonata. La ragazzina era in ritardo e le è venuto in mente di tagliare il percorso attraverso il cancello sul retro della scuola elementare di Sinigo, nei pressi di Merano, chiuso per motivi di sicurezza. La ragazzina ha deciso così di scavalcare la cancellata, ma è scivolata e una delle punte di ferro le è penetrata nella gola, provocandole una vasta e profonda ferita.

È riuscita comunque a rialzarsi, a fare il giro dell'edificio e ad entrare in classe, dove è stramazzata al suolo. I dottori della croce bianca e il medico d’urgenza del Tappeiner (ospedale di Merano) hanno intubato subito la piccola disponendone il trasferimento immediato in sala operatoria. Sabato, racconta Il Gazzettino, l’intervento è durato tre ore ed è perfettamente riuscito.


RAGAZZA CHIEDE AIUTO SU FB: ANNULLATO IL COMPITO

Treviso, alunna posta su Facebook la foto del compito di matematica e chiede aiuto
TREVISO – Probabilmente i suoi compagni di classe non riuscivano a suggerirle le soluzioni. Così una studentessa del Liceo linguistico paritario Galileo Galilei di Treviso ha fotografato con l'iPhone il foglio del compito in classe di matematica e lo ha inviato su Facebook accompagnato dall’implorazione “Aiutatemi”.
Qualcuno ha notato la richiesta della studentessa del secondo anno e ha 'girato' l'invocazione sia ai dirigenti scolastici che ai giornali locali. Dopo la soffiata la prova è stata immediatamente annullata. Dopo la soffiata la ragazza, presa dal panico, ha cancellato in tutta fretta il post dalla sua pagina Facebook, cercando in questo modo di occultare ogni ‘prova’. Ma non aveva fatto i conti con la misteriosa spia che oltre a segnalare il fatto alla scuola, ha scaricato la foto del compito prima che sparisse dalla rete. Chissà se l’alunna è riuscita a scoprire chi, tra i suoi ‘amici’ di Facebook, le ha giocato il brutto scherzo.