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martedì 18 gennaio 2011

Cosenza, Sergio Caparelli bambino in terza elementare accusa mal di testa e poco dopo muore a scuola

Cosenza, 15 gennaio 2011 - Tragedia  in una scuola di San Marco Argentano, comune nella Valle dell’Esaro. Un bambino ha accusato un malore mentre era nell'istituto ed è morto subito dopo essersi accasciato tra i banchi.
Il decesso è avvenuto nella sede distaccata della scuola elementare in contrada Iotta. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i medici del 118. Del fatto è stata avvertita la Procura di Cosenza che ora dovrà valutare se disporre l’autopsia.
Si chiamava Sergio Caparelli il bambino morto questa mattina nella scuola elementare di contrada Iotta a San Marco Argentano.
Intorno alle 11 aveva detto ai compagni e alla maestra "mi fa male un braccio e la testa" per poi accasciarsi al suolo. Il bambino frequentava la terza elementare della piccola frazione. La maestra ha allertato il 118, intervenuto tempestivamente con l’elisoccorso, ma per il piccolo non c’era già più nulla da fare.

sabato 15 gennaio 2011

Finito l'amore, addio tattoo

MILANO, 14 GEN - Come Eva Longoria che, avviate le pratiche di divorzio, ha deciso di rimuovere i tatuaggi dedicati all'ex marito Tony Parker, sono molti i tatuati anche non vip stanchi di portare sul corpo i segni di un amore finito. E sotto San Valentino le rimozioni si moltiplicano, spesso a spese dei nuovi partner. 'Non saro' mai piu' cosi' stupida da tatuarmi addosso il nome di un uomo', le parole di Angelina Jolie che ha sopportato 5 interventi per cancellare il nome del secondo marito Billy Bob Thorton.

Cristofaro Oliva,Scomparso a Napoli, due arrestati

Omicidio Oliva, coinvolti minorenni

Due giovani napoletani, ritenuti responsabili della scomparsa di Cristofaro Oliva, avvenuta nel novembre 2009, sono stati arrestati dagli agenti della Questura di Napoli. Su richiesta della Procura della Repubblica e della Procura dei minorenni è stata emessa un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per omicidio, sequestro di persona ed occultamento di cadavere.
Scomparso a Napoli, due arrestati
Il delitto, secondo la Questura sarebbe maturato per litigi relativi alla gestione di un'attività di coltivazione e traffico di sostanza stupefacente del tipo canapa.

Rissa fuori da un pub: muore 21enne colpito con un coltello al torace

Roma, accoltellato anche un amico

Finisce nel sangue una rissa scoppiata nel corso della notte davanti ad un pub di Grottaferrata, alle porte di Roma. Un giovane di 21 anni è morto dopo essere stato accoltellato. Un 28enne è ricoverato in gravi condizioni al Policlinico di Tor Vergata di Roma. L'episodio è avvenuto intorno alle 2 del mattino in via XXIV Maggio a Grottaferrata davanti al pub Verdi. Il 21enne colpito con un coltello al torace è morto sul colpo.
Rissa fuori da un pub: muore 21enne
Il 28enne soccorso e trasferito in un primo momento all'ospedale di Frascati a causa delle gravi condizioni è stato trasportato al Tor Vercata dove è stato sottoposto a intervento chirurgico. Due giovani dopo la lite sono fuggiti a bordo di una Golf facendo perdere le proprie tracce. Le indagini sono affidate ai Carabinieri della Compagnia di Frascati. Gli inquirenti stanno battendo tutte le piste, una delle quali è il regolamento di conti.

Cagliari, l'imprenditore Riccardo Meloni ucciso

Assassinato davanti alla moglie

Un imprenditore cagliaritano di 53 anni, è stato assassinato a colpi di pistola poco dopo le 3 del mattino a Flumini di Quartu, un complesso residenziale sulla costa orientale del golfo di Cagliari. L'agguato mortale sarebbe avvenuto mentre Riccardo Meloni, questo il nome della vittima tornava a casa in compagnia della moglie. E' stata proprio la donna a raccontare i particolari dell'omicidio agli inquirenti.
Cagliari, ucciso un imprenditore
Il sicario sarebbe entrato in azione quando Meloni stava parcheggiando l'auto, dopo aver fatto scendere la moglie. Quando ha notato un uomo col volto mascherato che si avvicinava, l'imprenditore ha gridato alla donna di chiudersi in casa. Subito dopo l'aggressore ha sparato quattro colpi in rapida successione che hanno raggiunto Meloni in varie parti del corpo, uccidendolo. La moglie ha chiamato il 113 e sul posto, in via Mar Egeo, sono arrivate le Volanti e sono cominciate le indagini e rilievi diretti dal magistrato di turno. Al momento non viene escluso che possa trattarsi di un tentativo di rapina sfociato in omicidio per la 

Arezzo, 11enne muore a scuola

Sanitari: probabile attacco cardiaco

Una bambina di 11 anni è morta nella scuola media Cesalpino di Arezzo:è stata trovata senza vita nel corridoio vicino alla sua classe. Da una prima analisi i sanitari tendono a escludere una causa traumatica, propendendo invece per l'arresto cardiaco. Secondo il racconto fatto dai familiari al medico del 118, però, la bambina non aveva mai avuto problemi di cuore.
Arezzo, 11enne muore a scuola
I medici del 118, intervenuti subito, hanno tentato ogni manovra dirianimazione senza successo. Sul posto anche la polizia scientifica. La bambina frequentava anche una scuola di danza.

venerdì 14 gennaio 2011

Caso Ruby, "Berlusconi indagato"

Procura: "Concussione e prostituzione"

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è indagato a Milano per la vicenda Ruby. Le ipotesi di reato contestate sono concussione e prostituzione minorile. Perquisita l'abitazione e gli uffici del consigliere regionale Nicole Minetti, che è indagata con Lele Mora ed Emilio Fede per gli stessi reati. Il premier, a cui la Procura ha inviato un invito a comparire, risulta indagato dal 21 dicembre.
Gli inquirenti ipotizzano che Berlusconi abbia fatto pressioni sulla Questura di Milano per far liberare l'allora 17enne Ruby nel maggio scorso, dopo che era stata fermata per furto, per nascondere il fatto che avesse avuto diversi incontri con lei. Il premier, quando la vicenda era emersa nei mesi scorsi, aveva respinto ogni sospetto, affermando di aver semplicemente aiutato una persona bisognosa. L'invito a comparire dei pm di Milano a Silvio Berlusconi è per i giorni compresi tra il 21 e il 23 gennaio.

Procura chiederà rito abbreviato per il premierLa procura di Milano avrebbe intenzione di chiedere il processo con rito immediato per Silvio Berlusconi per il caso Ruby. E' quanto trapela dagli ambienti giudiziari. A detta degli inquirenti, per il premier esisterebbero infatti sia le condizioni temporali che le evidenze della prova sufficienti per inoltrare al gip nelle nelle prossime settimane una richiesta di questo tipo.

Legali premier: "Procura Milano non ha competenza""Dalla lettura dell'atto notificato si può evincere come la Procura di Milano stia procedendo nei confronti del presidente Berlusconi in maniera non conforme alla normativa vigente". Lo scrivono in una nota gli avvocati del premier aggiungendo che "per quanto concerne la ipotizzata concussione, la competenza funzionale è pacificamente del Tribunale dei Ministri mentre, per la asserita vicenda di Ruby, la competenza territoriale è da individuarsi presso il Tribunale di Monza".


Legali premier: "Mai sesso tra Ruby e Berlusconi""In una notizia di agenzia si assume che il presidente Berlusconi avrebbe avuto rapporti sessuali con Ruby quand'era minorenne. L'assunto è palesemente destituito di ogni fondamento. Come risulta dalle stesse dichiarazioni della ragazza e dalle puntuali indagini difensive svolte in merito sulla vicenda, mai vi sono stati rapporti sessuali, ma soltanto una conoscenza senza implicazioni di carattere intimo. Qualsiasi illazione sul punto, dunque, è destinata ad essere totalmente smentita da dati fattuali''. Lo precisano gli avvocati del premier Piero Longo e Niccolò Ghedini, riferendosi alla notizia secondo cui il premier avrebbe avuto rapporti sessuali con la giovane dal febbraio al maggio 2010, ad Arcore.

Indagati anche Fede e Mora
Un'informazione di garanzia è stata notificata anche a Emilio Fede e Lele Mora. Per entrambi l'accusa è di violazione della Legge Merlin sulla prostituzione e di induzione alla prostituzione minorile. Lo afferma un comunicato del procuratore di Milano, Edmondo Bruti Liberati. Si tratta di reati contestati in concorso con la consigliera regionale Nicole Minetti. Ai tre vengono contestati anche l'induzione, il favoreggiamento, il reclutamento e lo sfruttamento di più prostitute maggiorenni nel 2010.
Fede: "Non so nulla""Lo apprendo dai giornali, non so nulla. Non ho ricevuto nessun atto formale da parte dei magistrati, né ho subito alcuna perquisizione". Così il direttore del Tg4, Emilio Fede, ha commentato un suo presunto coinvolgimento. "Che io sia indagato i giornali lo scrivono da mesi, ma con tutto il rispetto che ho per il lavoro dei miei colleghi devo dire che a me non risulta assolutamente - ha detto ancora Fede -. Se essere indagato significa aver ricevuto un atto di garanzia, non lo sono assolutamente. Della vicenda Ruby credo di aver già detto tutto - ha spiegato ancora Fede - l'ho conosciuta a casa di Berlusconi ma non l'ho presentata io al presidente, né so chi lo abbia fatto, né sapevo che all'epoca fosse minorenne". Fede ha ribadito che in tutti questi mesi su questa vicenda non è mai stato ascoltato dai magistrati: "Non avevo un avvocato prima - ha detto - e continuo a non averlo".

Mediaset: "Inchiesta chiarirà estraneità di Fede"
"Pur non avendo conoscenza degli atti, ma essendo ben consapevole delle qualità morali e personali del direttore" del Tg4 Emilio Fede, Mediaset "è convinta che lo sviluppo dell'inchiesta non potrà che chiarire la sua estraneità alle accuse". Lo comunica, in una nota, l'azienda di Cologno Monzese.

Mora: "Non ho nulla da dire""Sono in una riunione, non ho niente da dire né ora né dopo". E questa l'unica risposta per ora del manager Lele Mora che ha sempre dichiarato di non aver portato Ruby nella residenza del premier ad Arcore.

Ghedini: "Gravissima intromissione in privato"
Secondo gli avvocati del premier, Piero Longo e Niccolò Ghedini, l'indagine aperta dalla Procura di Milano contro Berlusconi è una "gravissima intromissione nella vita privata del presidente del Consiglio senza precedenti nella storia giudiziaria del Paese". Longo e Ghedini definiscono "assurda e infondata" e basata su vicenda "già ampiamente mentite da tutti i testimoni e dai diretti protagonisti".

Perquisita anche Ruby
Anche Ruby, che attualmente risiede in una comunità in provincia di Genova, è stata perquisita nell'ambito dell'indagine in cui è indagato, tra gli altri, il premier Silvio Berlusconi. Sempre in merito alla ragazza, il suo legale, l'avvocato Massimo Dinoia, ha chiarito che "da ottobre, cioè da quando io l'assisto, Ruby non è mai stata sentita dalla Procura". Nel suo pc, sequestrato il 28 ottobre scorso nella comunità-alloggio di sant'Ilario (Genova), sono custoditio foto digitali e i filmati che riguardavano alcune feste in Sardegna. Sarebbero, secondo alcune indiscrezioni, stati acquisiti al fascicolo numero 55781/2010 del registro generale delle notizie di reato aperto dalla procura di Milano.

L'inutile sms: "Mary, non andare"

Vittima dei clan era padre di cronista

"Ho mandato a Mary moltissimi sms. È sconvolta, capisco, non vuole parlare con nessuno". Marilicia Salvia è il caporedattore della sezione "Grande Napoli", le pagine che il quotidiano "Il Mattino" dedica alle grandi città che circondano il capoluogo. La giornalista ricostruisce la serata di giovedì, quella in cui il destino ha disegnato un intreccio da tragedia greca. Mary Liguori, 25 anni, collaboratrice de "ll Mattino" da San Giorgio a Cremano ha scoperto che il padre Vincenzo era stato assassinato a 57 anni, vittima innocente in un agguato di camorra, solo quando è arrivata sul posto per fare il suo lavoro di cronista.
La Salvia mette insieme il racconto di un incubo a occhi aperti: "Ho ricevuto la segnalazione di due morti per un agguato di camorra a San Giorgio a Cremano dalla sala stampa della Questura di Napoli. Ho subito attivato Mary Liguori, nostra collaboratrice molto attiva sui fatti di cronaca in quel territorio". Sembra una procedura di routine; ma dopo un po’ la tremenda scoperta.

Continua la caporedattrice: "Dopo circa mezz’ora mi hanno richiamato dalla sala stampa per dirmi che una delle vittime era il padre di Mary. Ho rifatto il numero del suo cellulare, la mano mi tremava. Mary ha risposto, le ho detto di non andare più sul posto dell’omicidio, lei mi ha risposto: 'Sì, sì, va bene' e ha riattaccato. Aveva già scoperto tutto".

La camorra torna a farsi sentire, seppur indirettamente, nella redazione di via Chiatamone. La memoria non può non tornare al 23 settembre 1985. La camorra uccise uno dei più giovani collaboratori de "Il Mattino", Giancarlo Siani, 26 anni.

Marilicia Salvia ha iniziato a lavorare per "Il Mattino" proprio con Siani, nella piccola sede di Castellammare di Stabia, e parla così di quegli anni: "Era una camorra di clan potenti, pronti a farsi la guerra per il controllo del traffico di droga e degli appalti. Eppure prima della morte di Giancarlo Siani non avevamo la sensazione che anche noi giornalisti fossimo parte della guerra. Pensavamo di raccontarla e basta. Non avevamo capito".

Infine Marilicia Salvia vuole lanciare una speranza: "Parlerò con Mary, le dirò di continuare a fare questo lavoro. Proprio lei, distrutta dall’assassinio del padre, può dare un impegno civile che è la sostanza del nostro lavoro. Spero tanto che Mary trovi questa forza".

Morte 16enne,fatale un intervento alle tonsille- condannati 3 medici

Vibo,fatale un intervento alle tonsille

Tre medici sono stati condannati e altri due sono stati assolti nel processo per la morte di Eva Ruscio, la 16enne deceduta nel dicembre del 2007 durante un intervento chirurgico all'ospedale di Vibo Valentia. Il primario del reparto di otorinolaringoiatria, Domenico Sorrentino, è stato condannato a un anno di reclusione e i mediciGiuseppe Suraci e Francesco Morano a dieci mesi di carcere. I tre dovranno risarcire anche le parti civili.
Morte 16enne, condannati 3 medici
La sentenza è stata emessa al termine di una camera di consiglio durante oltre un'ora. Il giudice ha assolto l'anestesista Michele Miceli ed il medico Gianluca Bava. Al termine della requisitoria il pubblico ministero, Fabrizio Garofalo, aveva chiesto la condanna di tutti e cinque i medici imputati a pene variabili dai cinque ai due anni di reclusione. I cinque medici imputati erano accusati tutti di omicidio colposo.

Nel corso della sua requisitoria il pm Garofalo aveva ricostruito la storia clinica di Eva Ruscio, facendo riferimento ad una catena di errori, caratterizzati da condotte attendiste, omissive ed errate. Secondo Garofalo, Eva Ruscio sarebbe stata malcurata nell'approccio terapeutico.

I cinque medici imputati sono coinvolti anche in un'ulteriore inchiesta della Procura della Repubblica di Vibo Valentia per il reato di falso connesso proprio con la morte di Eva Ruscio. Nel caso specifico, il pm Garofalo contesta ai cinque medici dell'ospedale di Vibo Valentia di aver omesso di scrivere sulla cartella clinica della paziente le fasi dell'evoluzione della malattia.

Eva Ruscio fu ricoverata il 3 dicembre del 2007 per un ascesso peritonsillare. Le sue condizioni peggiorarono nei giorni successivi e la giovane mori' durante l'intervento di tracheotomia.
Il padre di Eva: "Delusi dalla sentenza""Siamo profondamente delusi da questa sentenza perché ci aspettavamo la condanna di tutti i medici". Questa la prima reazione, dopo la sentenza, del padre di Eva Ruscio. "Non c'è stato rispetto per mia figlia - ha aggiunto - che oggi, con questa sentenza, è morta per la seconda volta. Non si capisce come mai il giudice abbia condannato tre medici ed assolto gli altri due. E' vero che i medici non volevano uccidere mia figlia, ma è pur vero che non hanno fatto nulla per salvarla". "E' mia intenzione - ha concluso Giuseppe Ruscio - promuovere una serie di iniziative perché fatti come questi non accadano più. Ci rivolgeremo anche alla Corte di giustizia europea per vedere riconosciute le nostre ragioni".