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giovedì 3 febbraio 2011

marito e moglie muoiono nello stesso istante

Donald e Rosemary Dix il giorno del loro matrimonio (Daily Mail)
LONDRA - Solo la morte poteva separare Donald e Rosemary Dix, sposati da cinquantacinque anni. E neanche la morte ci è riuscita davvero. Di 85 anni lui, di 76 lei, il cuore dei due coniugi di Cardiff si è fermato quasi nello stesso istante. Donald era costretto a casa dai postumi di una brutta influenza. Un giorno, l'uomo ha un collasso, Rosemary chiama i soccorsi, poi la figlia Jaqueline. Ma mentre la Croce Rossa porta via il marito, che muore proprio durante il tragitto, anche il respiro di Rosie si ferma. “Mia madre mi chiama e mi dice: stanno portando tuo padre in ospedale con l’ambulanza - racconta Jaqueline - Dovresti venire. Così sono andata di corsa all’ospedale e intanto chiamavo la mamma per vedere se era uscita anche lei, ma niente. La linea era occupata, così ho pensato che fosse al telefono con mia sorella Deryl. Quando sono arrivata in ospedale, i medici mi hanno detto che mio padre era venuto a mancare, ma mia madre in quel momento non era lì. Sono tornata casa e ho visto mia madre riversa sul pavimento. Il telefono giaceva abbandonato al suo fianco". E aggiunge:  “Non avrebbero potuto vivere l’uno senza l’altro. Per questo sono morti insieme". La coppia si era conosciuta in una sala da ballo a Nottingham negli anni Cinquanta. Donald, operario in un’acciaieria, e Rosie, parrucchiera, si erano frequentati per un anno e mezzo ed erano convolati a nozze nel febbraio del 1956. Poi, si erano trasferiti a Cardiff, dove hanno cresciuto le loro due figlie. “I miei genitori erano inseparabili.Facevano ogni cosa insieme” racconta Deryl tra le lacrime.

Sesso con il cugino,14enne uccisa a frustate

Hena Begum
DACCA - Era stata accusata di avere una relazione con un uomo sposato, suo cugino. Ed è morta a 14 anni. E' accaduto in Bangladesh, nel distretto di Shariaptur, e la ragazzina, morta a causa delle 80 frustate, si chiamava Hena Begum. A condannare 'a morte' la ragazza (legittimamente e nel rispetto della Sharìa, sostiene la polizia locale), una corte composta da anziani e religiosi, quattro dei quali sono stati ora arrestati. Hena è stata ricoverata dopo le frustate, ed è morta in ospedale sei giorni dopo, ma la polizia non ha ancora stabilito se la morte sia stata dovuta alla punizione o ad altri motivi. "Che razza di giustizia è questa? - ha detto alla Bbc la mamma, Dorbesh Khan - mia figlia è stata picchiata a morte. Se il giudice fosse stato giusto mia figlia sarebbe ancora viva".

Firenze:gatti allo spiedo nelle case dei cinesi

Firenze, gatti arrosto in casa di cinesi
di Tommaso Galligani
FIRENZE - Ratti, sporcizia, monolocali abusivi ricavati in capannoni da lavoro, persino una ragazza di vent’anni segregata in una stanza: ieri mattina i vigili urbani, nel corso di un doppio blitz in due laboratori artigiani cinesi, in via La Malfa e via Giunchi, zona Peretola-Quaracchi. Ma lo choc più grande è stato quello di trovarsi di fronte a dei gatti arrosto, appesi in mezzo alla stanza, accanto al bucato sugli stendini.

Le due strutture, nelle quali sono stati trovati al lavoro circa 40 cinesi (sei non in regola con il permesso di soggiorno), sono state poste sotto sequestro preventivo per le violazioni urbanistiche riscontrate e subito segnalate alla procura. Critiche le condizioni igieniche rilevate nei capannoni, con tracce della presenza di topi e cibi andati a male. Fra questi anche i poveri gatti. Nel primo, in via La Malfa, gli agenti hanno trovato il piano terra utilizzato come laboratorio di produzione di oggetti di pelletteria e il soppalco trasformato abusivamente in microscopici monolocali. Situazione identica nel secondo laboratorio, in via dei Giunchi: è qui che i vigili hanno scoperto, dietro una porta chiusa a chiave, una ragazza di 20 anni, sempre cinese: si indaga per sequestro di persona.

Nel mentre, gli accertamenti della Polizia Municipale proseguono e si concentreranno anche sull’ aspetto fiscale relativo alla proprietà dei capannoni: i locatori, infatti, sono risultati entrambi italiani. Il sindaco Matteo Renzi in un post su facebook, ha commentato: «Sono fiero della Polizia Municipale di Firenze».

Brescia, incidente in A4: un morto

Autostrada bloccata, 5 i feriti

Un grave incidente stradale si è verificato sull'A4 Milano-Venezia, in provincia di Brescia, tra una bisarca, un grosso furgone e due auto. Il bilancio è di almeno un morto e cinque feriti. Il traffico è stato bloccato tra Rovato e Palazzolo. A causare lo scontro sono stati due mezzi pesanti, uno dei quali ha effettuato un salto di carreggiata, e due auto, all'altezza del km 198 in direzione di Milano.
Sul luogo dell'incidente, avvenuto intorno alle 6 e 10 di mattina, all'altezza del km 198 in direzione Milano, sono intervenute le pattuglie della polizia stradale e i mezzi di soccorso.
L'autostrada è stata chiusa tra Brescia ovest e Palazzolo, verso Milano. Al momento si registrano cinque km di coda in aumento tra Ospitaletto e Palazzolo in direzione di Milano e sei km verso Brescia tra Ponte Oglio e Rovato.

Gela,Calogero Lo Coco strangolato dopo lite

Fermati l'ex moglie e un uomo

E' stato strangolato e ucciso al culmine di una lite. La vittima si chiamava Calogero Lo Coco, 40 anni. Il delitto è avvenuto in contrada Manfria a sei chilometri da Gela (Caltanissetta). Oltre all'uomo nel litigio sono stati coinvolti l'ex moglie e il suo attuale convivente. I due sono stati fermati. I carabinieri pensano che alla base del delitto possa esservi un motivo passionale.
Gela, strangolato dopo lite
Il cadavere è stato trovato in una delle residenze estive in via Ibiscus. Nella lite sono stati coinvolti la sua ex moglie e il suo attuale convivente: si tratta di Rosaria Nicosia, 38 anni e di Gaetano Biundo, anche lui di 38 anni. I tre si sarebbero incontrati per un chiarimento e ne sarebbe nato un diverbio nel corso del quale Lo Coco è stato ucciso. A chiamare i carabinieri è stata proprio la ex.

Bologna, rapina in villa a Ponte Ronca

Terrore in casa, svuotata cassaforte

Stava uscendo di casa per andare a lavorare, quando nel giardino della sua villa di Zola Predosa, alle porte diBologna, è stato assalito da quattro uomini con il volto coperto armati di pistole e fucili, che lo hanno obbligato a tornare indietro. Vittima della rapina è stato un imprenditore edile bolognese di 58 anni.
L'assalto è avvenuto verso le 7.30 in via Giotto, nella frazione di Ponte Ronca. Il padrone di casa era in giardino e stava per salire sulla propria auto per andare al lavoro, quando è stato affrontato da quattro uomini mascherati, entrati dopo avere praticato un foro nella recinzione. Dopo una breve colluttazione con l'imprenditore, che ha tentato di reagire, gli uomini sono entrati in casa, dove c'erano le figlie, di 19 e 22 anni, che sono state legate a delle sedie con fascette da elettricista. Per dimostrare che facevano sul serio, i banditi hanno esploso un colpo di pistola contro uno specchio e costretto l'uomo ad aprire la cassaforte. I malviventi hanno preso tutto il contenuto: denaro, gioielli, orologi Rolex, una pistola Smith&Wesson e un fucile ad aria compressaregolarmente detenuti dall’imprenditore.
Prima di andarsene, con la Fiat Punto del padrone di casa, per intimorirlo e impedirgli di seguirli, i rapinatori gli hanno sparato a un piede, utilizzando una pistola ad aria compressa. La rapina è durata poco meno di un'ora: verso le 8.20 l' uomo ha infatti chiamato 112 e 118. I sanitari gli hanno medicato sul posto una lieve escoriazione al piede, mentre i carabinieri di Bologna, che hanno avviato le indagini coordinati dal pm Antonella Scandellari, hanno già ritrovato la Punto, nei pressi del campo sportivo di Ponte Ronca. Dalle prime testimonianze, i rapinatori sarebbero tutti italiani: tre parlavano con accento napoletano e uno sembrava pugliese.