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domenica 17 aprile 2011

Truffa dei Parioli, parla Samantha De Grenet: "Ne sono uscita grazie alla mia cocciutaggine"


19:07 - Tra i numerosi vip, imprenditori e personaggi della "Roma bene" caduti nella "truffa dei Parioli", parla Samantha De Grenet. A Domenica Cinque rilascia la sua testimonianza esclusiva e spiega che, a differenza di molti altri, lei è riuscita a recuperare i suoi risparmi. Ma ora è determinata ad aiutare suo padre che, invece, è rimasto vittima della truffa.
"L’uomo che mi ha tirato dentro alla truffa dei Parioli - dichiara la De Grenet - è un uomo che fa parte della “Roma bene”, una di quelle persone delle quali non penseresti mai male e mi è stato presentato da una persona di famiglia e me l’ha presentato come una persona che poteva gestire i miei soldi anche con investimenti interessanti e, perché no, guadagnare qualcosa con gli interessi.

Di lui si diceva che fosse molto bravo e molto attento, si muoveva molto bene nell’ambiente finanziario e che era una persona corretta.
Io sono andata a conoscerlo nel suo ufficio nel centro di Roma e lui mi disse che faceva questi investimenti e si avvaleva di un collaboratore esperto di borsa che operava 24 ore su 24 via computer.

Non mi ha mai promesso guadagni del 16% o 18% come si è letto sui giornali perché gli interessi erano più bassi".

“Io avevo rapporti solo con Roberto Torreggiani che per era il direttore della società EIM – continua la De Grenet - non sapevo che la società era cambiata e quando gli ho chiesto di avere un appuntamento con lui perché volevo togliere il mio denaro, all’appuntamento c’era il signor Lande.

Di solito, ci si incontrava nel suo ufficio o Torreggiani, per gentilezza, passava da casa mia e io gli affidavo i miei soldi; lui mi rilasciava una ricevuta e tutto sembrava nella norma; mi ripeteva sempre che c’era la possibilità di guadagnare bene perché c’era questa persona che era un mago degli investimenti in borsa.”

Samantha De Grenet racconta poi che il suo rapporto con il promotore finanziario Roberto Torreggiani “è durato più di 10 anni".

C’è stato un episodio in cui avevo bisogno di soldi e lui me li ha resi indietro senza problemi e questo ha incrementato la mia fiducia in lui. Era diventata praticamente una persona di famiglia. Anche mio padre ha investito con lui i suoi risparmi.

Questa persona poi diventava sempre più nervosa e arrogante; un giorno gli chiesi un appuntamento e lui mi ha detto di contattare la sua segretaria e là mi sono sentita come tradita e la cosa mi ha insospettito.

Io ho chiamato, ho preso un appuntamento e gli ho detto che volevo uscire dalla cosa. Tutti volevano farmi rimanere all’interno di questa organizzazione ma grazie alla mia cocciutaggine mi sono fatta rendere i miei soldi.”

Poi Samantha De Grenet conclude:

“Io ne sono uscita, ma adesso devo difendere mio padre; sono i suoi risparmi di una vita e non posso permettere che gli vengano portati via solo per essersi fidato di una persona che lo ha truffato".

Roma, 14enne si lancia da 6° piano


FOTO LAPRESSE
20:39 - Un ragazzo romano di 14 anni delle medie è in gravi condizioni dopo essersi lanciato dal 6° piano di un palazzo in zona Portuense. All'origine del tentato il suicidio ci sarebbe una lite con la sorella di 17 anni che gli contestava i voti bassi a scuola. Poi, il 14enne è entrato nella sua stanza e si è lanciato dal balcone. Ultimamente le discussioni in casa sul suo rendimento scolastico erano frequenti e lui aveva già minacciato il suicidio.

venerdì 15 aprile 2011

Todi, sexy prof si innamora dell'alunno


FOTO DAL WEB
20:25 -  Correva l’anno 1975 quando ad attirare l’attenzione di studentelli scapestrati c’era la giarrettiera di Edwige Fenech. Tutti in silenzio a fantasticare sulla prof, al massimo poteva volare una pernacchia di Alvaro Vitali. A distanza di più di trent’anni a Todi è successo qualcosa di simile, solo che qui non si tratta di goliardia o erotismo da film di serie B. Unaprofessoressa di lettere, docente in una scuola media 40enne, è accusata di violenza sessuale esercitata su un suo alunno di soli 13 anni.
 
Un ragazzo di 13 anni è ancora troppo giovane per instaurare una relazione con una donna di 40 fatta di sms e telefonate piccanti (ben 244) e incontri amorosi in un parcheggio. Le carte dell’accusa sono purtroppo molto chiare: baci sulle labbra, palpeggiamenti reciproci e infine quella scia di profumo da donna che il giovane si lasciava dietro ogni volta che rientrava a casa. Tanto da insospettire la mamma dello studente. Anche perché il giovane aveva smesso di allenarsi con la squadra di calcio per non farsi trovare impreparato dalla porno prof.
Le effusioni tra prof e studente avvenivano però anche alla luce del sole, davanti a tutti gli altri compagni di classe. Nulla di esagerato, ma carezze continue e lezioni tenendosi per mano non sono atteggiamenti che normalmente si associano a una lezione di lettere in terza media.

Milano, palazzo a fuoco: un morto


Un incendio che ha coinvolto un edificio è divampato stamani a Milano, inviale Fulvio Testi, all'altezza del numero civico 87. Un uomo (vedi foto) èmorto asfissiato, altre otto persone - tra cui una bambina - sono rimaste coinvolte: sei ustionate e due intossicate. Due sono gravi. A dare l'allarme una signora che abita al quarto piano.
Aperto un fascilo, non ci sono tracce evidenti di doloDai primi accertamenti dei vigili del fuoco e delle forze dell'ordine non sono state trovate, al momento, tracce evidenti che possano far pensare a un'origine dolosa dell'incendio. Il pm di Milano Elisa Moretti ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per incendio colposo, omicidio colposo e lesioni colpose, per poter effettuare l'autopsia sul cadavere della vittima e svolgere gli ulteriori accertamenti. Non si sa ancora da dove esattamente si siano sprigionate le fiamme. Gli inquirenti effettueranno un controllo accurato sugli impianti elettrici dell'edificio e sui certificati degli impianti per capire se tutto era in regola. 

Due feriti al Niguarda non sono in pericolo di vita
Le due vittime dell'incendio ricoverate all'Ospedale Niguarda di Milano non sono in pericolo di vita. Il primo è un ragazzo di 21 anni, arrivato al pronto soccorso in codice giallo. Ha ustioni a mani e gambe, attualmente è sedato ed è in osservazione. Non appena sarà possibile, sarà trasferito nel centro grandi ustionati della stessa struttura. L'altra ricoverata è una donna di 81 anni, con i sintomi da intossicazione per il monossido di carbonio. E' arrivata in ospedale in codice verde, e le sue condizioni secondo i medici non sono critiche.

Inquilini: "Sembrava un inferno di cristallo"

Sembrava "un inferno di cristallo", così si sono espressi gli inquilini del grosso stabile. Non sono ancora chiare le cause che hanno scatenato le fiamme che, in pochi secondi, hanno interessato tutti i cinque piani dell'edificio abitato da circa 150 persone. "E' successo tutto all'improvviso, in un attimo sono esplosi i vetri e si sono viste fiamme dappertutto", ha raccontato uno dei condomini della scala di fronte. "Di certo non c'è stata un'esplosione", ha precisato il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, giunto sul posto.

Foggia, uccide padre durante lite


FOTO REUTERS
17:40 - Un uomo è stato ucciso dal figlio con alcuni colpi di pistola durante una lite in casa. Il delitto è avvenuto nel podere 183 di via Napoli, in una strada periferica di Foggia. La vittima si chiamava Simone Venuti e aveva 51 anni. Il figlio, Giuseppe, 27. L'omicida è stato fermato dai carabinieri.

Trafficanti esseri umani: 5 arresti


FOTO UFFICIO STAMPA
18:06 - Duro colpo della Questura di Varese al racket dell'immigrazione con l'esecuzione di cinque ordinanze di arresti domiciliari. Il provvedimento è scattato con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina .
In manette sono finiti Caradonna Ezio Maria Francesco, di 72 anni, residente a Varese, Iaquinta Biagio, di 55 anni, residente a Malnate, Abdaoui Youssef, cittadino tunisino di anni 45, residente a Cassano Magnago, Toumi Mohamed, cittadino tunisino di anni 43, residente a Varese, Lucariello Marco, di anni 65, residente a Ferrera di Varese. L’attività investigativa è cominciata prendendo in considerazione una serie di informazioni che indicavano Abdaoui Youssef, noto per la sua militanza attiva in movimenti legati all’integralismo islamico, e Enzo Caradonna come gestori di una moltitudine di pratiche assolutamente false relative alla emersione dei lavoratori stranieri irregolari.
Il meccanismo, poi accertato a seguito di complesse indagini che hanno richiesto anche l’ausilio di strumenti tecnici d’intercettazione, pedinamenti e appostamenti, ha consentito di allargare il raggio di azione e di individuare contestualmente gli ulteriori arrestati, Toumi Mohamed, Iaquinta Biagio e Lucariello Marco come principali collaboratori di Abdaoui Youssef e Caradonna, nell’individuare i cittadini stranieri clandestini che dietro pagamento ai primi di somme comprese fra i 4.000 e i 6.000 euro facevano in modo di farli apparire come colf e badanti di fittizi e compiacenti datori di lavoro, in modo tale da perfezionare come reale il rapporto di lavoro avanti allo Sportello Unico Immigrazione di Varese e così poi ottenere l’agognato permesso di soggiorno.